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Carnevali: «Addio al Sassuolo? Mi veniva da piangere»

di Filippo Ruffolo
Carnevali: «Addio al Sassuolo? Mi veniva da piangere»

L’ex ad neroverde svela la telefonata di Aquilani e riceve un messaggio di Berardi

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SASSUOLO.  È stato un fulmine a ciel sereno a tinte bianconere quello che in estate ha portato via Giovanni Carnevali dal Sassuolo dopo 13 anni. Al Festival dello Sport di Trento l’ex amministratore delegato neroverde è tornato a parlare dell’addio al Sassuolo, raccontando i retroscena che lo hanno portato negli uffici della Juventus.

«Giorni non facili»

Proprio quando stava per aprirsi un nuovo ciclo con il neo allenatore Alberto Aquilani, i piani alti della squadra neroverde hanno dovuto optare anche per un cambio a livello dirigenziale, rendendo ancora più profonda la rivoluzione. Niente di programmato, come conferma lo stesso Carnevali dal palco: «Sono stati giorni non facili, molto intensi. In quel momento ero concentrato sul Sassuolo, avevamo scelto di non continuare con Grosso e ripartire. L’accordo con Aquilani era stato appena chiuso - racconta il nuovo dirigente della Juventus -. Tant’è che il mister il giorno dopo che sono andato alla Juve mi ha chiesto perché non lo avessi avvisato, ma gli ho risposto che non lo sapevo nemmeno io».

«Abbiamo costruito qualcosa di straordinario»

Lasciare qualcosa e poi dirsi addio, ma farlo nella maniera più dolce possibile. Tra Carnevali e il Sassuolo l’ultimo saluto è stato ben lontano dall’essere cinico e freddo. Lo stesso dirigente ha confessato che: «Quando stavo andando via il primissimo pensiero è andato al Sassuolo. Ho lavorato 13 anni lì, abbiamo costruito qualcosa di straordinario, tra stadio di proprietà e centro sportivo. Non nascondo che in ogni telefonata ai miei collaboratori più stretti mi veniva da piangere perché lasciavo una famiglia, quella degli Squinzi. Con loro ho avuto la possibilità di crescere, migliorarmi e di lavorare. È grazie a loro se ora sono alla Juventus».

Alla domanda su cosa porta da Sassuolo alla Juventus, Carnevali non ha avuto alcuna esitazione sulla volontà di ricreare l’ambiente di lavoro del Mapei Football Center: «Da Sassuolo porto le capacità di comunicare con i collaboratori, costruire un rapporto sano e diretto che porti allo stesso obiettivo: vincere. Non solo in campo, anche negli uffici per portare progettualità».

«Domenico è un ragazzo fantastico»

Sul palco di Trento anche un momento di saluti con videomessaggio del capitano neroverde Domenico Berardi, il quale ha scherzato sull’ultimo successo del suo Sassuolo contro la Juve di Carnevali: «Devo fare i complimenti al direttore per il lavoro che sta facendo alla Juve, del resto non avevo dubbi avendolo visto qui a Sassuolo – ha detto -. E’ sempre un piacere incontrarlo, soprattutto se va come l’ultima volta (ride, ndr). Non vedo l’ora di rivederci a dicembre per gli ottavi di Coppa Italia».

Al videosaluto l’ex dirigente neroverde ha replicato così: «Con lui come con tanti ragazzi c’è un rapporto speciale. Domenico è un ragazzo fantastico, tante scelte al Sassuolo le abbiamo fatte insieme. Lui è il Sassuolo, non solo come capitano, ma come rappresentante dell’intera società».

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