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Dal Benevento al Verona, il Modena non si arrende mai: gialli specialisti in rimonte

di Claudio Romiti
Dal Benevento al Verona, il Modena non si arrende mai: gialli specialisti in rimonte

In svantaggio, l’undici di Galloppa si è rialzato quattro volte in questa stagione: ecco tutte le “remuntade” dei canarini

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MODENA. “Cadi sette volte, rialzati otto”, recita un proverbio giapponese. Il Modena sembra avere fatto propria questa massima, perché finora è caduto (in svantaggio) cinque volte ma, tranne in una partita, si è sempre rialzato. E quella contro l’Avellino in cui non è riuscito a rimettere in piedi il risultato ci ha comunque provato in tutti i modi, arrivando forse a stabilire il record dei tiri fatti (43) in novanta minuti.

I gialli non mollano

“Mai, mai, mai arrendersi” diceva Winston Churchill, che in quel periodo era una sorta di allenatore anche lui, solo che guidava la sua squadra in una sfida un tantino più importante e vitale di un match di football. Lui non si è arreso e alla fine ha vinto quella partita molto difficile chiamata Seconda Guerra Mondiale. Nel suo piccolo, in quella simulazione metaforica dei conflitti che sono le competizioni sportive, il Modena di Galloppa nelle prime sei giornate non ha mai mostrato cenni di resa, mai, in nessuna fase delle gare disputate, specializzandosi in rimonte parziali e totali.

Le rimonte gialloblù

Può essere partito male, come è successo a Benevento, dove ha impiegato un po’ di tempo a reagire allo svantaggio, firmato da Salvemini al 26’, ma già dall’inizio del secondo tempo ha si è innescata la sua reazione che l’ha portato prima al pareggio (Santoro 65’) poi al vantaggio (Caso 76’). La seconda caduta dei gialli si è verificata nella già citata gara casalinga con l’Avellino: trafitti dal gol iniziale di Besaggio (8’), mentre gli irpini si chiudevano a… Fort Apache tirando su muri umani davanti agli attacchi del Modena, la squadra di Galloppa non ha smesso neppure un secondo di credere alla rimonta e di agire di conseguenza. I 43 tiri a 6 sono solo il dato più macroscopico della sua volontà di non arrendersi, per non parlare dei corner (12-2), degli ingressi nel terzo offensivo (62-28) e dei tocchi in area avversaria (64-10). Piccoli primati parziali, dal gusto amaro, vista la sconfitta finale, ma che erano già un’altra conferma di quello che un tempo si chiamava spirito indomito. Altro inciampo la gara successiva a Bolzano contro il Sudtirol: sotto di un gol dopo 35 minuti, i gialli hanno reagito fino alla fine acchiappando il pareggio all’88’ con Ambrosino e sfiorando anche la vittoria. La caduta con l’Empoli è arrivata al 27’ per il gol di Yepes, ma la rovesciata di Belotti (61’) e la capocciata vincente di Ambrosino (70’) hanno concretizzato appunto lo spirito indomito dei gialli. Che ha vissuto la sua consacrazione l’altra sera contro il Verona, quando da 1-0 il Modena si è trovato in cinque minuti 1-2, ma ci ha sempre creduto, anche a cinque minuti dalla fine, ancora sull’1-2, ribaltato poi da Montevago e Belotti.

La... festa

Abbiamo cominciato con una citazione e, anche per la… simmetria dell’articolo, finiamo con una citazione, di Jim Morrison: “Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia finita è proprio allora che tutto ha inizio”. E infatti il gol di Belotti equivaleva a un invito: che la festa abbia inizio! La grande festa del Braglia. 
 

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