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Baldini: «Ragazzi, quando uno fa sport non conta vincere»

di Paolo Braglia
Baldini: «Ragazzi, quando uno fa sport non conta vincere»

Il ct della Nazionale Under 21 al convegno del Memorial Previdi sui giovani

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SASSUOLO. Il ruolo educativo dello sport per i giovani è stato il tema al centro del convegno che mercoledì 28 ottobre ha portato al teatro Carani di Sassuolo dirigenti, tecnici e squadre del territorio.

L’iniziativa, proposta nell’ambito del Memorial Nardino Previdi e moderata dal giornalista Leo Turrini, ha visto confrontarsi sul palco sassolese l’amministratore delegato del Sassuolo Andrea Fabris, il direttore sportivo neroverde Francesco Palmieri, il responsabile del settore giovanile del Modena Davide Caliaro, il responsabile regionale attività di base Figc-Sgs Stefano Diana e il ct della Nazionale Italiana Under 21 Silvio Baldini.

«Devi lasciare spazio ai giovani»

Proprio il tecnico azzurro non ha risparmiato critiche al sistema calcio italiano: «Per me ci sono dirigenti che ormai hanno fatto il loro tempo e quando hai fatto il tuo tempo devi lasciare spazio ai giovani, senza ricambio generazionale i problemi non saranno mai risolti, ma tamponati».

Sul ruolo educativo dell’attività sportiva Baldini ha detto: «Bisognerebbe essere in grado di capire che quando uno fa sport non conta vincere, ma crescere ed avere la possibilità di capire che persona sei facendo sport».

S’è parlato anche dell’introduzione di quote obbligatorie di calciatori stranieri o giovani in Serie A e B: «Non è questa la strada – ha aggiunto il ct – la questione è che ci vogliono dirigenti con coscienza. Quando trovi persone che hanno coscienza, sicuramente creeranno giocatori e strutture che saranno importanti per lo sviluppo del calcio».

«All’estero a trent’anni guidano aziende»

Sulla qualità della classe dirigente italiana Fabris si è mostrato fiducioso: «Siamo in una fase di rigenerazione. Secondo me dalle crisi nascono opportunità».

Francesco Palmieri, che prima di assumere il ruolo di direttore sportivo della prima squadra per anni ha guidato il settore giovanile del Sassuolo, ha ragionato sul modo in cui vengono percepiti i giovani: «All’estero a trent’anni guidano aziende di altissimo livello e in Italia ti devono ancora valutare per entrare in azienda».

Caliaro ha delineato uno degli obiettivi del settore giovanile canarino: «Il sogno è quello di portare tutti i ragazzi che sono nel nostro percorso a fare il meglio che possono come calciatori, ma soprattutto a realizzarsi come persone».

Sul palco anche Stefano Diana, responsabile regionale attività di base Figc-Sgs: «Gli adulti devono capire come incanalare il senso di competizione».

La calciatrice del Sassuolo Femminile Alice Pellinghelli ha condiviso il suo punto di vista sullo stato del movimento calcistico femminile, mentre Fabris ha sottolineato che al Sassuolo i numeri del settore giovanile delle ragazze hanno raggiunto quelli dei ragazzi.

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