Alice Barbi, l’affascinante modenese che stregò Brahms e conquistò gli Zar
Una vita sorprendente tra musica, amori e aristocrazia, fino al mondo del Gattopardo: fu zia e anche suocera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Gli Amici dei Teatri hanno sostenuto la pubblicazione del libro-biografia di Paola Giovetti
MODENA. «Alice Barbi è una creatura che ci arriva in linea retta dalla regione delle fate, e viene da noi per raccontarci i colloqui segreti che ella ha con gli Dei, gli immortali Dei della musica...» («Fanfulla», 6 febbraio 1884). Modena, già culla di parecchie biografie - più che sensazionali, uniche - ne mette a catalogo un’altra, sorprendente: «Alice Barbi. Una cantante modenese sui palcoscenici di tutta Europa, alla corte degli Zar e nella famiglia del Gattopardo» della scrittrice e giornalista Paola Giovetti (pp. 132, euro 16,00, Verdechiaro edizioni). Che in questo libro - pubblicato con il sostegno degli Amici dei Teatri Modenesi - racconta la vita avventurosa e straordinaria di Alice Barbi, (Modena, 1858-Roma, 1948), la prima cantante italiana da concerto. Mezzosoprano, suonava sia il violino che il pianoforte e si esibiva presso le Corti e nei teatri di tutta Europa, ammirata da musicisti come Franz Liszt e Johannes Brahms. Per il quale - si dice - fu il più grande amore.
Il progetto degli Amici dei Teatri
Maria Teresa Scapinelli, presidente dell’Associazione Amici dei Teatri Modenesi, racconta come è nato questo progetto. «La mia città è terra natale dei più bei nomi della lirica mondiale: Luciano Pavarotti, Mirella Freni e Rajna Kabaivanska, modenese di adozione, che con la loro arte hanno portato Modena nel mondo. Ho scoperto che Alice Barbi, la cui vita è stata lunga e stupefacente, ha precorso i nostri Grandi Concittadini contemporanei per l’apprezzamento artistico avuto in Italia e in Europa. La passione per la musica e per il mondo musicale e l’amicizia con la scrittrice Paola Giovetti, autrice di numerose biografie di personaggi illustri del passato, mi hanno dato l’idea di proporle di scrivere la storia di Alice Barbi, vissuta nel gran mondo europeo alla fine dell’Ottocento e nella prima metà del Novecento. Idea che Paola ha subito fatto sua, conquistata come me dalla storia di vita di questa donna speciale. Questa biografia restituisce Alice Barbi alla sua città e al mondo dell’arte».
Gli eventi in calendario
Quali gli eventi in calendario? «Il prossimo 3 ottobre il Comune di San Giovanni in Persiceto - dove la Barbi visse per più periodi della sua vita - organizza a partire dalle 16.00 una sfilata in abiti ottocenteschi per le strade del centro con letture sulla vita della cantante modenese. La giornata si concluderà al cimitero locale dove riposano le spoglie di Enrico Barbi, suo padre. Giovedì 22 ottobre alle 17.30 (ingresso libero fino a esaurimento posti) gli Amici dei Teatri Modenesi presenteranno il volume al Ridotto del Teatro Comunale di Modena. Accanto a Paola Giovetti, Carla Moreni, docente e critica musicale de Il Sole 24 Ore, Stefano Marchetti, critico e responsabile cultura de Il Resto del Carlino. La mezzosoprano Anna Trotta interpreterà lieder di Brahms e Schubert. Al pianoforte il Maestro Luca Benatti. Mercoledì 11 novembre alle 21 a San Giovanni in Persiceto, a Teatro Comunale, è in programma la presentazione del libro, alla presenza dell’autrice e del critico Piero Mioli, Presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna, con la mezzosoprano Anna Trotta (ingresso libero)».
La storia di Alice Barbi
Alice Barbi, avviata allo studio della musica dal padre, primo violino dell’orchestra del Teatro Comunale di San Giovanni in Persiceto e direttore della locale scuola di musica, debuttò come violinista a soli sette anni nel teatro di San Giovanni in Persiceto. Era il 17 aprile 1865. Dopo il Conservatorio, frequentato a Bologna, si dedicò in particolare al canto. L’esordio come cantante fu al Quirinale, il 27 marzo 1882. Il primo concerto pubblico fu a Milano, il 2 aprile 1882. Si esibì in Russia, Inghilterra, Germania e soprattutto in Austria, a Vienna, dove conobbe Brahms. Era famosa per il suo timbro, la sua estensione e per un repertorio non tradizionale che andava dai lieder tedeschi alla musica italiana antica, fino ai compositori a lei contemporanei. Ritiratasi dalle scene a 35 anni, l’ 11 febbraio 1894 sposò il barone lettone di origine tedesca Boris von Wolff-Stomersee (1850-1917), gentiluomo alla Corte dello Zar, con cui visse tra San Pietroburgo, la Costa Azzurra e la Lettonia, nel magnifico castello di famiglia di Stomersee. Con lui ebbe due figlie: Alexandra (1894-1982), che diventerà la prima psicanalista italiana e sposerà Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e Olga (1896-1984), che sarà moglie del diplomatico Augusto Biancheri Chiappori e madre di Boris Biancheri. Una volta rimasta vedova - Boris morì “investito da un gruppo di ferrovieri che fuggivano inseguiti da alcuni cosacchi a cavallo” - Alice sposerà a Londra, nel 1920, l’ambasciatore d’Italia marchese Pietro Tomasi Della Torretta, zio di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e ultimo presidente del Senato del Regno d’Italia. Siccome sua figlia Aleksandra aveva sposato Giuseppe Tomasi di Lampedusa, (nipote di suo marito) si ritrovò ad essere, allo stesso tempo, zia e anche suocera dell’autore de «Il Gattopardo». Il suo agente, Albert J. Gutmann, disse che «ci portava per incanto la primavera nell’anima: vedevamo la rosa, il giglio, la colomba, il sole. Tragedia, piacere amoroso, scherzi e birichinate, questa italiana dominava l’intera scala dei sentimenti umani...-». Come scrisse la Gazzetta Musicale di Milano «Ancora una volta, brava signorina Alice!».
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