Gazzetta di Modena

Il racconto

Panini, la serie tv presentata a Roma: la sfilata sul red carpet, l’anteprima e la standing ovation

di Davide Berti
Panini, la serie tv presentata a Roma: la sfilata sul red carpet, l’anteprima e la standing ovation

Alla Festa del Cinema di Roma la presentazione della fiction targata Indigo e Rai: le parole dei componenti della famiglia e il racconto di una serata speciale

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ROMA. Il Duomo, la Ghirlandina, le auto in piazza Grande, l’eco della telecronaca di Italia-Germania 4-3 del 1970. È la conferma che la Panini ora è nel mondo e con lei anche Modena. Sono le prime immagini e il punto di arrivo della serie tv “La famiglia Panini – L’avventura delle figurine” che sabato ha chiuso la Festa del Cinema di Roma in una serata evento: tre minuti di standing ovation, lacrime e sorrisi, che hanno portato alla sala Sinopoli dell’auditorium Parco della Musica “una favola”, così come l’ha definita anche Laura Panini, figlia di Franco Cosimo, che a Roma ha organizzato la trasferta per una buona fetta della dinastia delle figurine. Da quel 1970 della prima scena, però, è un viaggio a ritroso per raccontare anche i passaggi più intimi che hanno portato un cognome delle campagne modenesi a descrivere un sogno che unisce mezzo mondo, da prima della Seconda Guerra Mondiale agli anni del boom.

Allegria e unità: «Questi siamo noi»

«Un conto è aver vissuto la storia, un conto è averla sentita raccontare. E invece sono state rese benissimo l’allegria e l’unità», spiega Laura Panini. «Siamo molto grati per l’impostazione che è stata data alla fiction. Era giusto che fosse Olga, anche con i suoi francobolli e la sua voglia di sapere, a raccontare tutti, con la sua fermezza e il suo esempio. Lei che, rimasta sola, non ha mai perso di vista nessuno dei figli». Gli occhi sono lucidi. “Ma noi siamo una famiglia normale”, aveva detto tre anni fa Antonio Panini, figlio di Giuseppe, durante i primi contatti con la produzione. E invece? «E invece siamo qui, molto soddisfatti. È stato veramente tutto molto strano – spiega emozionato - perché vedere la tua famiglia rappresentata in tv fa sempre un certo effetto. E alla fine siamo felici, con anche un pizzico di orgoglio. Hanno creato le figurine ma se non fosse stato quello avrebbero inventato qualcos’altro». Antonio porta anche il nome del nonno: «Io non l’ho mai conosciuto, ma il dato che resta è quello di una persona intraprendente molto legata alla famiglia. E la nonna Olga è stata decisiva in tutto questo, soprattutto nel tenere uniti tutti».

A Roma quasi cento Panini: una famiglia che resta unita

Per questo a Roma i Panini erano decine, più vicini a 100 che a 50, con quel senso di comunità che nella serie è “la banda Panini”. Impossibile nominarli tutti.

E per spiegare che cosa ha saputo fare nonna Olga e cos’è oggi la famiglia Panini, non partiamo dalla serie tv, dal red carpet o dalle figurine in quanto fenomeno universale. Partiamo da un pranzo domenicale di qualche ora fa, sul lungo Tevere. Il giorno dopo la presentazione della fcition una cinquantina di persone - tra cugini, zii, nipoti, fratelli e sorelle a vario titolo componenti di una delle dinastie modenesi più famose - si è ritrovata per festeggiare. Una torta per gli 89 anni di Emilia, moglie di Franco Cosimo Panini, che sul red carpet della sera prima era la più alta in grado, elegante e fiera nella sua modestia, che da sempre la contraddistingue. Generazioni a confronto con un nome pesante per ciò che rappresenta, ma una frase più di tutte, durante la festa, descrive l’atmosfera: “Non saremmo qui così uniti se gli otto fratelli non avessero saputo gestire i passaggi dell’azienda, dalla sua espansione alla sua vendita”. «Mi sono molto emozionata – ha detto Emilia Spalanzani – dispiaciuta per chi non c’è più ma con la certezza che si sarebbero divertiti molto. Spero di averli degnamente rappresentati. Vi porto i saluti di Tina (moglie di Umberto), che non è potuta essere qui».

Dagli otto fratelli al successo mondiale

Se sei un Panini, insomma, ragioni sempre al plurale: «Se fosse mancato anche solo uno di loro, non sarebbe stata la stessa storia». Giuseppe che non si fermava mai davanti a nulla, Franco Cosimo e il suo amore per i libri e la voglia di guardare lontano, Umberto e il suo talento per la meccanica, Benito e le sue conoscenze nel mondo della distribuzione. E poi le quattro sorelle: Veronica, Norma, Maria Luisa e Edda, con un ruolo preciso nella storia che pochi conoscono. E così anche sabato sera, in perfetto stile Panini, otto fratelli e sorelle per altrettanti rappresentanti sul red carpet ai giorni nostri: Antonio figlio di Giuseppe, Laura e la mamma Emilia per Franco Cosimo, Caterina figlia di Benito, Manuela figlia di Umberto, Silvia nipote di Maria Luisa, Giulio nipote di Norma, Valerio figlio di Edda; tutti insieme hanno rappresentato anche Veronica, che non aveva altri discendenti. Condivisione, semplicità, coraggio, pazienza, comunità. È questa l’essenza del tutto, modo che diventa sostanza, anima di una vita fatta anche di riflettori, mai cercati, e certamente complessa.

La serie tv tra emozioni, romanzo e grandi interpreti

Lo ha capito bene Francesca Cima, produttrice che ha fatto acquistare i diritti alla Indigo – che con la Rai ha prodotto la fiction – ancora prima che Luigi Garlando iniziasse a scrivere il romanzo “L’album dei sogni”, libro dal quale è liberamente tratta l’opera televisiva che andrà in onda a partire dal prossimo 22 novembre su Rai 1 ( il 17 novembre, invece, a Modena ci sarà la premiere al cinema Raffaello organizzata da Banca Popolare di San Felice, che ha sostenuto la produzione). Lo ha scritto bene Monica Zapelli, che ha dato la spinta decisiva alla sceneggiatura. Lo ha reso bene Letizia Lamartire, con una regia emotiva e familiare. Lo ha interpretato bene Serena Rossi, al centro del racconto nei panni di Olga Cuoghi Panini, moglie di Antonio, i genitori degli otto fratelli: la fermezza di una donna che per la famiglia non si ferma mai «proprio come quando continuava a coltivare il suo orto in via Emilio Po anche negli ultimi anni della sua vita», racconta sempre Laura.

Modena protagonista

Che cosa vedranno allora i modenesi? Una Modena imperfetta per chi la conosce bene – colpa dell’impossibilità di chiudere per lungo tempo corso Duomo per un set televisivo – ma allo stesso tempo ricca di fascino, indipendentemente dalla posizione di un’edicola o dall’accento, comunque mai caricaturale, dei personaggi. “I bambini non devono mai rimanere delusi”, lo ascolterete. E nemmeno i modenesi potranno restare delusi nel vedere ancora una volta Modena nel mondo, dalla campagna di Maranello a Rua Muro, da uno scantinato in via Castelmaraldo alla fabbrica di via Emilio Po. Molto di più di una figurina. Una famiglia.

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